Ponchielli compone la Marcia op. 119 tra il 1861 e il 1864, periodo in cui era «Maestro Capo Musica della Banda [della Guardia] Nazionale di Piacenza». Della partitura sono pervenute due manoscritti non autografi: il primo, curato calligraficamente e con un frontespizio riccamente ornato, è conservato presso la Biblioteca Reale di Torino. Nel frontespizio compare il titolo «Viva il Re» e la dedica a «S.M. Vittorio Emanuele Re d’Italia» (dal 17 marzo 1861): un riferimento che si inserisce nel clima delle celebrazioni successive alla proclamazione del Regno d’Italia e che riflette l’adesione della città e delle istituzioni locali al nuovo quadro politico unitario. Il secondo manoscritto, conservato presso la Biblioteca Statale di Cremona, redatto probabilmente nel 1866 da Giovanni Haagen, copista e seconda tromba della Banda di Cremona, reca l’indicazione di «Marcia n. 5».


L’op. 119, in tempo tagliato, di carattere festoso, segue la tipica forma tripartita: marcia – trio – da capo. La prima parte del brano, in La♭, ci trasporta immediatamente nel clima della festa cittadina; è costituita da due sezioni ritornellate basate su idee musicali diverse tra di loro, ma nello stesso tempo unite dal ritorno frequente della cellula ritmica costituita da due crome legate seguita da semiminima. Due battute di accompagnamento, in pp, introducono il Trio in Re♭, anch’esso organizzato in due sezioni diverse e ritornellate: la prima, più ritmica, si contrappone alla seconda dal carattere più cantabile. La composizione si chiude con la ripresa della parte iniziale della marcia.

 

Centro Studi Amilcare Ponchielli
Giuseppe Riccucci

Marcia n. 5 - Versione Storica

Marcia n. 5 - Audio versione Storica

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