Saverio Marcadante inizia la composizione della Sinfonia Garibaldi (per orchestra) all’inizio del 1861 e la completa nel mese di marzo (il 17 marzo nasce il Regno d’Italia). Il successo di questa Sinfonia è testimoniato dalle numerose recensioni, trascrizioni e adattamenti che ne seguirono. La «Riduzione per Banda di Ponchielli Amilcare Capo Musica della Guardia Naze di Cremona» viene ultimata, a Cremona, il 15 giugno 1866 ed eseguita per la prima volta, come riportato sul Corriere Cremonese, in un concerto tenutosi in Piazza Cavour il 6 settembre 1866.
La sinfonia è in un unico movimento articolato in tre ampie sezioni evidenziate da cambi di tempo e di tonalità e a loro volta organizzate in sottosezioni. Elemento che dà unitarietà a tutta la composizione è l’utilizzo dell’Inno dei cacciatori delle Alpi (poi Inno di Garibaldi, su testo di Luigi Mercantini e musica attribuita a Alessio Olivieri) a cui si affianca il motivo popolare milanese La bella Gigogin.
Un episodio introduttivo dà il via all’Adagio e la banda esegue per quattro volte, fortissimo e all’unisono, la dominante di Mi♭; contemporaneamente alla bassa banda viene affidata la citazione dell’inciso iniziale dell’Inno dei cacciatori delle Alpi che sarà poi esposto per intero, in pianissimo, dai clarinetti e successivamente sottoposto ad accenni di sviluppo. L’Andante, in 6/8, si apre in La♭ con la citazione e la rielaborazione, in modo lirico e avvolgente, su un sottofondo di sestine arpeggiate (quasi un walzer), di uno dei motivi de La bella Gigogin (“a quindici anni facevo all’amore…”). Dopo la ripetizione in Fa dell’episodio irrompe in modo aspro e drammatico l’Allegro, tripartito, in 2/4. Una lunga sezione introduttiva precede il ritorno del tema dell’Inno garibaldino, nella tonalità di Mi♭, inizialmente pianissimo e staccato e poi ripreso e variato. Nella parte centrale, sempre in 2/4 e in Do♭, l’autore richiama ancora, in modo lirico e cantabile, il motivo di “a quindici anni facevo all’amore…”, trasformandolo e modificandolo fino ad un grandioso fortissimo che sfuma, all’inizio della terza parte, in un pianissimo con l’Inno dei Cacciatori delle Alpi. Un Ancora più animato dà quindi il via alla trionfante coda finale.
Centro Studi Amilcare Ponchielli
Giuseppe Riccucci
GARIBALDI - Versione storica
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